Perfil de Claudia•·.·´¯`·.·•·.·´¯`·.·•*La...FotosBlogListasMais ![]() | Ajuda |
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Ed eccoci qui… di ritorno da due giorni indimenticabili.. due giorni di pura felicità.. felicità che adesso con poche persone riesco a provare.. una felicità che ti entra nel cuore e lo allarga.. la felicità di volere bene.. la felicità di un abbraccio che vorresti durasse ”mezz’ora” e invece dopo pochi secondi.. minuti ..deve essere interrotto.. la felicità di urlare sorpresa e vedere le lacrime agli occhi di un persona stupenda che merita questo e altro.. la felicità che si prova stando intorno a un tavolo a mangiare.. chiacchierare.. giocare(tony e claudia campioni!!!) La felicità che provo sempre appena metto piede nella terra calabrese perché so a cosa vado incontro e con chi passerò la mia giornata.. Ed eccoci qui.. di ritorno da due giorni indimenticabili!!! Il nostro Ciccio (nonché mio gioio!! ) è diventato 20enne!!! E così eccoci a casa di fra ad organizzare una festa a sorpresa.. il PIRLA ,così come dice tony, non ha capito proprio niente!! Due giorni a chiedermi di passare a reggio per festeggiare insieme.. e io a dirgli che gli avrei tirato le orecchie lunedì anche se in ritardo.. ahahaha.. e alle 21e qualcosa… del 25 maggio 2008.. eccolo li.. davanti a tutti noi che gli urlavamo sorpresa.. auguriiii.. buon compleanno.. e il silenzio da parte sua.. non una parola.. tutto nei suoi occhi.. quei meravigliosi occhi.. (verdi o azzurri che siano :P ) colmi di gioia.. che contemporaneamente riempivano i nostri cuori.. parole non pronunciate.. quando non si riesce non c’è niente da fare.. nemmeno con un bicchiere di spumante in mano.. ma basta un semplice messaggio notturno.. uno però…….. non 15 -.- ….. ed ecco tutte le parole che avrebbe voluto dire.. ma che noi sentivamo già.. ( complimenti per la musica che ascolti mio gioio … auahauahuahauahauha!!!! ) E ora sono io quella felice.. come qualcuno diceva ieri sera.. nessuno si sarebbe aspettato di ritrovare un gruppo simile a quello che siamo … io non ci speravo nemmeno.. e invece qualcosa ci ha permesso di ritrovarci tutti insieme a condividere questi momenti.. e io vi ringrazio.. perché anche intorno a un tavolo.. con gli occhi tristi .. io sono felice.. perché penso e ripenso .. a tutte le sofferenze che con voi non esistono.. che mi fate dimenticare nell’istante in cui mi arriva un sms ..cla che hai.. da una persona seduta due sedie più in la.. io vi adoro.. nel più profondo dei modi.. e mi mancate già.. poche ore.. il tempo di mettere piede qui a messina.. e mi mancate.. e ho bisogno di un abbraccio (..) ho bisogno di voi.. di giovanna.. di fra.. carmen ..ilaria.. ro..daniele..giamps.. ciccio.. tony.. di tutti.. dei fratellazzi laganà che mi ammazzano sbattendomi la testa al muro (………………non commenterò…..) che mi massacrano le mani.. che si guardano dragonball .. che urlano.. che….. ok quella cosa non la dico.. dico solo meglio sopra che sotto.. ahuahauahuhah.. di tutti i miei “colleghi” .. e di tutti i miei Amici.. ho bisogno di sentirmi bene così come mi sento con voi.. ho bisogno di voi.. “della musica di ciccio” .. Grazie… dal più profondo del mio cuore.. detto ..o scritto.. nel più sincero e puro dei modi…
Breve ma intenso.. la luna in cielo .. il mare.. la calabria che si allontana.. l’aria limpida.. il chiarore della sera.. pochi minuti.. minuti che si ricordano per sempre.. che segnano quegli attimi in cui ti rendi conto che forse non va tanto male.. che le persone accanto le hai.. sono questi i momenti che ricorderò sempre.. gli attimi non programmati.. che ti passano dentro.. e che li restano..
Per .... TONINA !!!!Un giorno Io, figlia di Inaco, re di Argo e della ninfa Melia, mentre rientrava alla casa paterna, fu fermata da Zeus che le dichiarò il suo amore e le propose di crearsi una dimora nel bosco dove nessuno l'avrebbe molestata dal momento che era sotto la sua protezione e dove lui avrebbe potuto andare a trovarla ogni qualvolta desiderasse. Io, spaventata da quelle parole iniziò a fuggire ma Zeus, non volendo rinunciare a lei la inseguì sotto forma di nube. In quel momento Era , dall'alto dell'Olimpo accortasi di quella strana nube che correva veloce e conoscendo il suo sposo, dopo averlo cercato invano nella reggia olimpica, capì subito che il prodigio della nube altro non era che Zeus ed immediatamente intuì il tradimento. Zeus, avendo avvertito la presenza di Era e sapendo che nulla di buono sarebbe accaduto se l'avesse trovato in quella situazione, trasformò la dolce Io in una candida giovenca. Il sotterfugio però non ingannò Era che una volta giunta al suo cospetto gli chiese di donargliela. Zeus era combattuto: negarle il dono significava ammettere il suo tradimento ma concedergliela significava condannare Io ad un triste destino. Alla fine Zeus preferì evitare l'ira della sua sposa e le consegnò la giovenca. Non ancora tranquilla Era preferì affidare la custodia della giovenca ad Argo, gigante dai cento occhi, chiamato dai greci Panoptes (= che vede tutto) figlio di Arestone e di Micene. In ogni momento Io era controllata in quanto gli occhi di Argo non erano posti tutti sul capo ma in tutto il corpo e si riposavano a turno: mentre cinquanta occhi riposavano, gli altri conquanta vegliavano. Il tempo scorreva triste per la povera Io, costretta di giorno a pascolare e ad abbeverarsi presso fiumi fangosi e di notte ad essere legata con un collare per non scappare via. Intanto Zeus che si sentiva colpevole per aver condannato Io ad un cosi' crudele destino, chiamò Ermes, incaricandolo di liberare la fanciulla dalla schiavitù a cui Era l'aveva condannata. Il giovane dio, presa la bacchetta d'oro che gli antichi chiamavano caduceo ed il suo leggendario copricapo, volò sulla terra e si presentò ad Argo sotto le sembianze di un giovane pastore di capre. Ermes iniziò a suonare uno strumento formato con le canne e la melodia era tanto armoniosa che lo stesso Argo pregò il pastore di pascolare le sue capre presso di lui dicendogli che quello era il miglior pascolo che si potesse trovare in quei luoghi. Ermes, felice di questa opportunità, si sedette al suo fianco ed iniziò a suonare le sue dolci melodie che inducevano al sonno chiunque le ascoltasse. Ma Argo, che riposava con metà dei suoi occhi, non cedeva al sonno; anzi, chiese ad Ermes come e da chi fosse stato inventato un tale strumento che procurava tanti suoni cosi' carezzevoli. Ermes, iniziò cosi' a raccontare ..... "Un tempo, sui monti dell'Arcadia, si trovava la bella ninfa Siringa (dal greco Syrinx=canna), seguace del culto di Artemide e come lei, viveva nei boschi cacciando. Tanta era la sua leggiadria che molti dei cercavano di possederla e tra questi anche il dio Pan, che cercò di ghermirla. Siringa mentre tentava la fuga per sfuggire al dio, pregò suo padre, il dio fluviale Ladone, di sottrarla a quella caccia. Fu così che fu trasformata in un fascio di canne sotto gli occhi di Pan. Al dio altro non rimase che prendere una canna, tagliarla in tanti pezzetti e legarli assieme con un legaccio ricavando in questo modo uno strumento che emetteva una melodia dolcissima e che da quel momento prese il nome di Siringa (noto anche come "flauto di Pan")" Terminato il racconto Ermes si accorse che finalmente un profondo sonno era calato sui cento occhi di Argo. Lesto lo uccise gettandolo da una rupe e liberando così la giovane Io. Era, accortasi della morte di Argo prese i suoi cento occhi e li fissò alla coda di un pavone, animale a lei sacro. Volendosi pero' ancora di più vendicarsi della sua rivale mandò un tafano a tormentarla con le sue punture al punto da indurla a gettarsi in mare per riuscire a sfuggirgli. Io dopo aver attraversato a nuoto il mare che da lei si chiamò Ionio, vagò per lunghissimo tratto, in Europa ed in Asia ed alla fine approdò in Egitto. Si narra che in Egitto Io riprese le sembianze umane e generà Epafo, figlio di Zeus. Era tentò ancora di rovinarle la vita facendole rapire il figlio dai demoni Cureti, ma dopo molte peripezie, Io riuscì a ritrovarlo e a vivere serena il resto dei suoi giorni in Egitto, accanto a suo figlio. PER CICCIOLa ninfa Eco abitava tra le selve montane; essendo molto loquace talvolta gli dei dell’Olimpo la mandavano a chiamare per farsi raccontare tutte le storie che era capace d’inventare sul momento e scacciare così la loro noia. Era soprattutto Giove ad approfittarne spesso: infatti, quando il re degli dei aveva in programma qualche scappatella sulla Terra, pregava Eco d’intrattenere Giunone. Molte ninfe e fanciulle mortali s’innamorarono di lui, però Narciso non ricambiava nessuna. Anche Eco s’innamorò del giovane, ma non ebbe maggior fortuna delle altre perché Narciso non solo non corrispondeva il suo amore, ma era infastidito dal suo strano modo di parlare, sicché cominciò ad indispettirsi seriamente e a maltrattarla. Le acque del diluvio universale che precipitano bruscamente nel cuore del mondo.. voglio andare in Patagoniaaaaa Mat Kearney :)
Breathe in, breathe out
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